Punti di immersione

MOLO DI TAVERNOLA

Comune di Tavernola Bergamasca Provincia di Bergamo
Molo Marinai d’Italia
Coord. GPS 45.708719 N , 10.047103 E

Punto di immersione frequentatissimo dai subacquei bergamaschi e non solo. Per una sorta di trattato di non belligeranza di cui non si conosce la natura, è sempre stata permessa l’immersione nonostante la zona interessante sia proprio immediatamente prospiciente un porticciolo turistico.

Naturalmente deve sempre regnare il buonsenso da parte dei subacquei (non rompere troppo le scatole) e dai diportisti (aspettare qualche minuto prima di accendere il fuoribordo). In ogni caso è necessaria una boa regolamentare e molto cervello, soprattutto nella stagione estiva. La zona del molo è vicina ad una serie di parcheggi pubblici abbastanza comodi e, se si è fortunati, si trovano 4 posti auto proprio a ridosso del pontile galleggiante che sono estremamente comodi per scaricare l’attrezzatura.

Scaricata l’attrezzatura ed assemblata, anche su una delle panchine disponibili, (piano però ad appoggiarci i bibo) ci si prepara ad entrare in acqua. Si può saltare dal pontile galleggiante oppure dalla scaletta presente nell’angolo della piazzetta a scacchiera.

Una volta in acqua e dopo i controlli di rito, si scende sino ad una quota di -10 metri e, tenendosi il fondo alla propria sinistra, si pinneggia sino ad arrivare al relitto di una Ford Fiesta (Punto 1 – FIESTA) che giace muso a riva ad indicare l’inizio del percorso.

Il fondo è rappresentato da fango e limo abbastanza leggero e basta un colpo di pinna maldestro per privare tutti della visibilità. Visibilità che d’inverno può essere davvero eccezionale (sopratutto verso fine gennaio/febbraio) ma si riduce drasticamente d’estate nei primi 15/20 metri a causa del fiorire delle alghe. In ogni caso il percorso è sagolato e, se non si contribuisce alla scarsa visibilità sollevando il fondo, è abbastanza agevole arrivare al motore d’aereo (Punto 3 – MOTORE) che si trova intorno ai -32 metri. Si narra essere un motore di un idrovolante Caproni, recuperato sull’altra sponda del lago in prossimità di un cantiere dove si collaudavano appunto i famosi idrovolanti. Non sappiamo con certezza la storia di questo motore ma è un pezzo davvero unico. La lunga pala metallica ancora sull’albero, i cilindri alettati disposti ordinatamente a stella, il collettore di scarico… insomma una serie di particolari davvero interessanti rendono gradevole visitare questo punto.

Se si vuole scendere ulteriormente si segue la cima che ci porta a due piccoli motoscafi (Punto 4 – BARCHE), quasi affiancati, che si trovano dai -42 ai -45 metri.

Seguendo ancora la sagola si giunge al relitto ligneo di un’imbarcazione da trasporto (Punto 5 – CAMUNA) tipica dei primi del 900, adagiata a -50 metri. Si racconta sia affondata durante una notte di tempesta, con aneddoti così particolareggiati circa l’occupante, che riteniamo siano frutto di fantasia. In ogni caso stiamo guardando un relitto parzialmente affondato nel limo e che, nel corso di più di cent’anni, ha raccolto così tanto fango da rappresentare uno ‘scalino’ nel profilo digradante. Molto curiose le doppie ordinate ormai prive del fasciame, che si susseguono per circa 18 metri di lunghezza.

Si abbandona quella che una volta si chiamava “La Camuna” e si può seguire una sagola che taglia verso sud-ovest oppure quella che risale quasi perpendicolare alla prua del relitto. La prima conduce ad un tubo (Punto 6 – TUBO 1), posato a circa a -44 metri, presumibilmente metà di un cassero usato per gettare i piloni della provinciale; di scarsissimo interesse, salvo la possibilità di attraversarlo con molta attenzione.

 

La seconda conduce al primo dei due cannoni (Punto 7 – BIG GUN), posizionato a -24 metri. Si tratta di un pezzo di artiglieria controcarro di produzione francese, molto probabilmente requisito dai tedeschi nel corso dell’occupazione, che ha concluso la sua guerra dopo essere stato messo fuori uso e abbandonato affondandolo su una parete del lago di Lecco. 

Alcuni dati dell’arma: Calibro: 47 mm – Peso del proiettile: 1,725 Kg – Gittata massima: 6.500 mt. – Peso: 1.050 Kg in modalità di tiro – Lunghezza: 2,49 mt. – Elevazione -13° 16,5° – Penetrazione della blindatura: da 80 mm a 200 mm. – Rotazione: 68°.

Seguendo sempre la sagola, spostandosi verso sud-ovest si raggiunge il secondo cannone (Punto 8 – GUN), posizionato a -21 metri, sempre recuperato dal lago di Lecco. 

Era il cannone standard della categoria del British Army allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Veniva chiamato “2 libbre” in riferimento al peso della granata sparata dal cannone. Alcuni dati dell’arma: Calibro: 40 mm – Peso del proiettile: 1,08 Kg – Gittata massima: 455 mt. – Peso: 831,6 Kg in modalità di tiro – Penetrazione della blindatura: 53 mm. – Piattaforma girevole di 360°. Curiosa la canna esplosa, forse per renderlo inoffensivo, oppure distrutta dal calore dei ripetuti colpi di cui l’ultimo ancora all’interno della culatta.

Arrivati a questo punto, si può mantenere più o meno la stessa quota ed avventurarsi verso nord alla ricerca del Gilera (Punto 9 – GILERA) a -18 mt., oppure verso nord-ovest, si risale verso la Madonnina, che alcuni devoti hanno posato a -12 mt (Punto 10 – MADONNA) a protezione dei subacquei (una preghierina durante la risalita non fa mai male).

Dalla Madonna, verso nord-est si ritorna al Fiesta ed al punto di uscita, oppure visti i minuti di deco accumulati, (soprattutto se si è visitata la “Camuna”), si consiglia di seguire i piloni del porticciolo che portano verso una bella capanna del presepe (Punto 2 – PRESEPE) a -7 mt., sempre posato da alcuni devoti del luogo.

Dopo la preghierina di rito si rientra verso il Fiesta, a quota più alta per smaltire meglio l’eventuale deco, e dopo i 3 min. di safety stop a 5 mt., purtroppo bisogna abbandonare questa pace.Si può uscire dalla scaletta (se la quota del lago lo permette), oppure da dietro al pontile galleggiante di attracco delle barche.Una volta usciti, ci si confronta sulla bella esperienza appena vissuta, si smonta l’attrezzatura, si saluta la compagnia (non dopo un bevuta ristoratrice), e se serve c’è anche un pullman che collega Bergamo e/o Lovere, per il rientro.

Un ringraziamento da parte di tutti noi ai vari gruppi, che negli anni hanno contribuito alla realizzazione di questo percorso molto….  molto…. interessante. Noi dell’ N.C.D., speriamo che la mappatura effettuata e questo articolo servano anche agli altri subacquei per un bel tuffo in compagnia. Vieni a fare un giretto con noi: il video.

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