27/08/16 – LONG RIDE TEST

27/08/16 – LONG RIDE TEST

 

E’ da un pezzo che Ando ha in testa di fare una scooterata a lungo raggio e che preme affinche’ si programmi qualche tuffo per affinare la configurazione. Cogliamo l’occasione di essere in pochi e, visto che Ferru deve fare dei test con il suo reb e Red lo accompagnera’, programmiamo due tuffi diversi. Lasceranno me (Tato) e Ando alla piattaforma dei surfisti e ci ritroveremo al molo di Tavernola.

Contiamo di arrivarci circa quando Red e Ferru riemergeranno dai test e dagli esercizi che si sono proposti. Prepariamo una rotta da seguire e la riportiamo su una tabella e solo all’ultimo minuto mi rendo conto che ha le distanze in miglia nautiche che poco si coniugano con i ns/ calcoli di velocita’ in metri al minuto. Ristampo una tabellina che incollo alla meglio sul supporto. I dati sono quantomeno bizzarri. Prua di navigazione con due (!) decimali e distanza espressa al centimetro! :- ) Vabbe! Alla fine e’ un semplice riferimento che non influenzera’ il test che abbiamo intenzione di fare che e’ teso principalmente a stabilire il miglior comfort in navigazione sistemandoci uno scooter al traino e verificando lo scambio come NAV-Leader (nuovo temine ad indicare chi conduce la navigazione) nel corso del tragitto.

 

La rotta prevede una tratto di navigazione a vista ed un tratto di navigazione strumentale. Ritrovo al covo dove si carica il nostro Nautilus e via verso Tavernola. Arriviamo alla piattaforma che troviamo affollata e Ferru piazza il furgone al meglio possibile nell’interruzione della pista ciclabile. Io e Ando cerchiamo di scaricare e vestirci il prima possibile per liberare Ferru e Red che, con estrema pazienza, attendono che terminiamo di vestirci. Una volta certi di averci lasciato tutto il necessario ci salutano e ci diamo appuntamento al molo. Io e Ando terminiamo i controlli e saltiamo in acqua. La visibilita’, come sempre, e’ pessima e dopo il bubble-check partiamo non troppo convinti verso le stazioni che abbiamo intenzione di tenere come riferimento (perlomeno la tre e la sei). Scendiamo sino ai 15 metri dove una temperatura piu’ fredda accompagna una visibilita’ piu’ accettabile. Sistemiamo il potenziometro che regola la velocita’ su un valore medio e verifichiamo per un tratto che sia compatibile per entrambi. Ok, si va. Mentre procedo, sistemo la bussola e verifico sulla tabella la distanza da percorrere. Basta qualche secondo di disattenzione e mi ritrovo con lo scooter che solleva il fondo. Un sasso prende l’elica che si svincola dal perno di trazione. Facciamo una sosta inattesa per sistemare l’imprevisto e ripartiamo. Scooteriamo sino al riferimento della due e proseguiamo sino alle tre che individuiamo senza fermarci. Continuiamo la navigazione sotto la mia guida sino a raggiungere la 5 che facciamo giusto a tempo a scorgere sotto di noi e poco dopo raggiungiamo la sei dove facciamo la prima sosta prevista. Verifico il tempo e calcolo che abbiamo navigato a piu’ dei 50 metri al minuto che avevamo preventivato, circa 53 metri/min che mi fanno supporre una velocita’ ancora maggiore per il tratto dove navigheremo in “libera”. A questo punto, nel sistemare la bussola si allentano le viti che la trattengono al supporto e mi ritrovo con lo strumento che gira su se stesso, rendendomi impossibile consultarlo con facilita’. Cedo il comando ad Ando che, verificata la prua da tenere, parte deciso nel nero del lago. Lo seguo annotandomi il tempo e iniziando a calcolare un tempo di percorrenza inferiore. Prevedo una svolta ai 20 invece che ai 23 pianificati. Mentre seguo Ando penso che l’XK di nuova generazione e’ davvero una bella macchina. Stiamo navigando sopra 250metri con un altro Xk al traino e, a meta’ della potenza disponibile filiamo a piu’ di 55 metri al minuto. L’ambiente e’ il solito di tutto quest’anno… si alternano tratti con visibilita’ appena decente a momenti in cui vieni investito da una sorte di coltre opalescente che impedisce la vista. Basterebbe separarsi per qualche secondo e difficilmente riusciremmo a ricongiungerci… un incentivo a piantare la mia torcia sul corpo dello scooter di Ando per testimoniare la mia costante presenza. Arriviamo allo scadere del tempo che ho calcolato e segnalo ad Ando la sosta in anticipo su quanto pianificato. Iniziamo ad essere affiatati perche’ ci intendiamo al volo e la sua sorpresa si trasforma in comprensione immediata. Nuova prua e nuovo calcolo. Anche qui riduco il tempo previsto, anche se non ho alcun riscontro per determinare a che velocita’ abbiamo effettivamente percorso il tratto appena concluso. Ripartiamo e questa volta Ando recupera un po’ di quota alla ricerca di un’acqua piu’ gradevole. Cosa che si realizza salendo solo qualche decina di centimetri ed affondando in quello strato che sembra addirittura denso che ci troviamo sopra la testa. Stiamo ala ad ala e proseguiamo senza decelerare anche in questa scarsa visibilita’, augurandoci di aver calcolato le rotte correttamente. In effetti e’ strano navigare seguendo esclusivamente gli strumenti: o ti fidi, oppure vivi dei brutti quarti d’ora. In realta’ si perdono tutti i riferimenti e, chi segue, spesso ha la sensazione di sbandare ripetutamente rispetto a quella che sembrerebbe la direzione corretta. In ogni caso non e’ possibile determinare in che punto del lago ci troviamo per cui la fiducia in quello che indicano gli strumenti dev’essere ed e’ totale. Allo scadere del tempo richiamo l’attenzione di Ando che determina la direzione che ci condurra’ a riva. Gli segnalo che arriveremo a terra un po’ prima del previsto ed infatti mi concentro per cercare leggere differenze nella nebbia per anticipare il piu’ possibile l’arrivo. Non vorrei impattare violentemente contro il fondo. Mentre faccio questo pensiero mi si presenta di fronte il declivio fangoso e sfarfallo con la torcia ad Ando che fa a tempo a scartare verso destra seguito immediatamente da me. Ci fermiamo e decidiamo di risalire per verificare il punto di approdo, sapendo che dovremmo essere a circa 120 metri a sud del molo. Una minima deco risalendo un metro al minuto e siamo fuori. Abbiamo sbagliato il punto di circa 20 metri che, alla luce del fatto che e’ una delle prime navigazioni articolate che sperimentiamo, e’ di ottimo auspicio per le prossime avventure. Dopo qualche reciproca pacca sulle spalle torniamo ad immergerci e ci dirigiamo a nord seguendo il fondo. Poco dopo siamo a casa… si intravedono i tubi verticali della piattaforma e dopo pochissimo arriviamo sotto la scaletta del molo. Emergiamo e, mentre Ando esce, io mi tengo i 4 scooter attorno. Un paio di spettatori si stanno sicuramente chiedendo cosa ci facciamo con tutta quella roba sott’acqua. Mentre cerco di capire dove sono Ferru e Red, vedo spuntare un pallone e capisco che sono ancora sotto. Passo uno ad uno gli scooter ad Ando e salto fuori. Quando terminano la deco, riusciamo anche ad inscenare una nostra lunga attesa mentre io sono all’asciutto da soli pochi secondi. In effetti sono stupiti di trovarci gia’ fuori… Quattro conti con la calcolatrice ci dicono che abbiamo impiegato 66 minuti a percorrere 3,4 Km compreso soste ed imprevisti. Piu’ di 50 m/min. Niente male per averli percorsi a meta’ della potenza disponibile con uno scooter al traino e con l’ingombro del JJ che non e’ da poco. La conclusione e’ che l’XK 2.0 e’ una vera bestia! Smontiamo tutto e non manchiamo di farci una foto a ricordo di questa nuova esperienza.

 

Carichiamo l’attrezzatura sul furgone e partiamo in allegria verso la Marinetta dove ci facciamo un lauto spuntino rigenerante. Arriviamo al covo dopo le 20:00 un po’ stanchi ma contenti di aver trascorso un bel pomeriggio in acqua.

Alla prossima.

TATO